Ma cos’è veramente l’innovation management?

Oggi a dare qualche spunto per iniziare a capire meglio l'innovation management, che sarebbe bene affrontare in tutte quelle aziende definite innovative.

Qualche tempo fa un articolo apparso sul Sole24Ore parlava della mancanza in Italia di circa 3000 innovation managers, secondo i dati forniti da Obiettivo 50, un’associazione di manager e consulenti che appunto si interessa anche a temi di innovazione. Leggere questo articolo non ci è risultato particolarmente sorprendente, perché è vero che in Italia poco si conosce dell’innovation management, pertanto proveremo oggi a dare qualche spunto per iniziare a capire meglio questa “materia”, che sarebbe bene affrontare in tutte quelle aziende definite innovative.

L’innovation management viene spesso erroneamente attribuito a quelle figure tecniche che si occupano degli aspetti più tecnici di un percorso di innovazione. Spesso l’innovation manager è visto come l’evoluzione di una serie di figure tecniche, che in passato erano chiamate con nomi diversi e strettamente legate alle loro mansioni in azienda: tecnologi, R&D engineers, project managers, ecc. Cerchiamo allora di fare un passaggio per gradi che speriamo possa iniziare a chiarire.

Evitando di fare un copia e incolla delle lunghissime definizioni del dizionario, proviamo comunque a partire da un paio di punti fermi. La tecnologia è quella commistione di scienza, tecnica e industrializzazione che è applicabile “globalmente alla pianificazione e alla razionalizzazione dell’intervento produttivo” (citazione Treccani). Invece il termine innovazione viene definito in prima battuta come “l’atto, l’opera di innovare, cioè di introdurre nuovi sistemi, nuovi ordinamenti, nuovi metodi di produzione” (citazione Treccani). Questa brevissima digressione terminologica ci serve a sottolineare le differenze tra tecnologia e innovazione. In poche parole, l’innovazione di prodotto o servizio è un processo secondo il quale, partendo da una idea, si utilizza una tecnologia che opportunamente applicata ci permetta di sviluppare la suddetta idea per creare un qualcosa di concreto e idealmente commercializzabile. Quindi innovare significa seguire un processo per creare o sviluppare qualcosa di nuovo, migliorare qualcosa di già esistente, trasformare uno status quo, o creare dei nuovi assetti (industriali, organizzativi, sociali, ecc.). Detto ciò, se l’innovazione deve seguire un processo, l’innovation management deve necessariamente essere la gestione di quei processi di innovazione che indicano l’iter più appropriato per passare dall'idea al mercato.

Molti potrebbero non essere d’accordo con questa interpretazione, ma l’innovation management è appunto quella disciplina che combina la gestione dell’innovazione secondo processi strutturati per l’innovazione e il cambiamento. Addirittura, forse pochi lo sanno, ci sono anche degli standard ISO che definiscono l’innovation management, e presto ne verranno pubblicati di nuovi. Quindi, se la gestione dell’innovazione è la perizia nel maneggiare i processi, allora sicuramente qualsiasi “attore” che si definisca in grado di gestire l’innovazione deve:

  • essere un esperto di processi, nonché di process design, di process mapping e delle modalità di creazione e sviluppo di un processo;
  • saper maneggiare quegli strumenti e quelle metodologie necessari alla generazione delle idee, allo sviluppo delle stesse, fino alla creazione del prodotto, o servizio, da commercializzare;
  • conoscere l’importanza che riveste un modello di business relativamente alla futura commercializzazione del prodotto/servizio;
  • saper guidare l’azienda nella creazione di una proposta di valore reale per il cliente finale, qualsiasi esso sia, un’altra azienda o la classica signora Maria che incontriamo al supermercato.

In breve, abbiamo cercato di dare una prospettiva, forse nuova per qualcuno, di cosa effettivamente sia l’innovation management e, nel contempo, dare qualche spunto per future riflessioni riguardo l’arte dell’innovation management. Processi, strumenti, metodologie, business modelling e value proposition, sono alcuni degli skills imprescindibili che chiunque voglia approcciare l’innovation management deve sviluppare per poter garantire che l’innovazione abbia un impatto reale ed efficace sull’azienda.

Infinite Area, con un team di innovation manager esperti, supporta tutte quelle aziende che vogliano innovare in maniera sistematica, strutturata e in ottica di miglioramento continuo. Per questo motivo supportiamo imprenditori e innovatori con i nostri strumenti, le nostre metodologie e i nostri format per accelerare la gestione dell’innovazione.

Qualche tempo fa un articolo apparso sul Sole24Ore parlava della mancanza in Italia di circa 3000 innovation managers, secondo i dati forniti da Obiettivo 50, un’associazione di manager e consulenti che appunto si interessa anche a temi di innovazione. Leggere questo articolo non ci è risultato particolarmente sorprendente, perché è vero che in Italia poco si conosce dell’innovation management, pertanto proveremo oggi a dare qualche spunto per iniziare a capire meglio questa “materia”, che sarebbe bene affrontare in tutte quelle aziende definite innovative.

L’innovation management viene spesso erroneamente attribuito a quelle figure tecniche che si occupano degli aspetti più tecnici di un percorso di innovazione. Spesso l’innovation manager è visto come l’evoluzione di una serie di figure tecniche, che in passato erano chiamate con nomi diversi e strettamente legate alle loro mansioni in azienda: tecnologi, R&D engineers, project managers, ecc. Cerchiamo allora di fare un passaggio per gradi che speriamo possa iniziare a chiarire.

Evitando di fare un copia e incolla delle lunghissime definizioni del dizionario, proviamo comunque a partire da un paio di punti fermi. La tecnologia è quella commistione di scienza, tecnica e industrializzazione che è applicabile “globalmente alla pianificazione e alla razionalizzazione dell’intervento produttivo” (citazione Treccani). Invece il termine innovazione viene definito in prima battuta come “l’atto, l’opera di innovare, cioè di introdurre nuovi sistemi, nuovi ordinamenti, nuovi metodi di produzione” (citazione Treccani). Questa brevissima digressione terminologica ci serve a sottolineare le differenze tra tecnologia e innovazione. In poche parole, l’innovazione di prodotto o servizio è un processo secondo il quale, partendo da una idea, si utilizza una tecnologia che opportunamente applicata ci permetta di sviluppare la suddetta idea per creare un qualcosa di concreto e idealmente commercializzabile. Quindi innovare significa seguire un processo per creare o sviluppare qualcosa di nuovo, migliorare qualcosa di già esistente, trasformare uno status quo, o creare dei nuovi assetti (industriali, organizzativi, sociali, ecc.). Detto ciò, se l’innovazione deve seguire un processo, l’innovation management deve necessariamente essere la gestione di quei processi di innovazione che indicano l’iter più appropriato per passare dall'idea al mercato.

Molti potrebbero non essere d’accordo con questa interpretazione, ma l’innovation management è appunto quella disciplina che combina la gestione dell’innovazione secondo processi strutturati per l’innovazione e il cambiamento. Addirittura, forse pochi lo sanno, ci sono anche degli standard ISO che definiscono l’innovation management, e presto ne verranno pubblicati di nuovi. Quindi, se la gestione dell’innovazione è la perizia nel maneggiare i processi, allora sicuramente qualsiasi “attore” che si definisca in grado di gestire l’innovazione deve:

  • essere un esperto di processi, nonché di process design, di process mapping e delle modalità di creazione e sviluppo di un processo;
  • saper maneggiare quegli strumenti e quelle metodologie necessari alla generazione delle idee, allo sviluppo delle stesse, fino alla creazione del prodotto, o servizio, da commercializzare;
  • conoscere l’importanza che riveste un modello di business relativamente alla futura commercializzazione del prodotto/servizio;
  • saper guidare l’azienda nella creazione di una proposta di valore reale per il cliente finale, qualsiasi esso sia, un’altra azienda o la classica signora Maria che incontriamo al supermercato.

In breve, abbiamo cercato di dare una prospettiva, forse nuova per qualcuno, di cosa effettivamente sia l’innovation management e, nel contempo, dare qualche spunto per future riflessioni riguardo l’arte dell’innovation management. Processi, strumenti, metodologie, business modelling e value proposition, sono alcuni degli skills imprescindibili che chiunque voglia approcciare l’innovation management deve sviluppare per poter garantire che l’innovazione abbia un impatto reale ed efficace sull’azienda.

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