Design Thinking, Lean Start-up, Agile: dalla teoria alla pratica.

Design Thinking, Lean Start-Up e Agile sono metodologie per favorire opportunità di business, stimolare l’innovazione e velocizzare il time-to-market. Hanno in comune molti aspetti, tanto che si tende talvolta a confonderle, mentre in realtà sono approcci complementari all’interno di un’azienda. Ecco come e perché conviene applicarle in modo coordinato e trasversale.

Design Thinking: pensiero creativo e scambio dialogico

Il Design Thinking è una metodologia codificata all’inizio degli anni 2000 da Tim Brown, CEO della californiana Ideo, che così lo definì “Design thinking is a human-centered approach to innovation that draws from the designer’s toolkit to integrate the needs of people, the possibilities of technology, and the requirements for business success.
Il Design Thinking si basa sui principi del design strategico e ha dunque come obiettivo quello di trovare una soluzione innovativa a un problema tenendo conto di tre aspetti: l’aspetto umano (il “gradimento” degli utenti), l’aspetto economico (la “sostenibilità” e “redditività”) e l’aspetto tecnologico (la “fattibilità”).
Il Design Thinking individua 4 fasi iterative: “empatizzare” (conoscere le reali esigenze degli utenti); “definire” (costruire un nuovo punto di vista basato sulle necessità individuate); “ideare” (concepire nuove strategie e soluzioni), “prototipare” (testare le soluzioni, abbozzate inizialmente in modo rudimentale).
Un altro elemento caratterizzante questa metodologia è il coinvolgimento di un team multidisciplinare, per affrontare una tematica da diversi punti di vista.
Molte aziende vedono il Design Thinking come una sorta di “brainstorming” eccezionale o occasionale per concepire idee geniali e il rischio è un disinnamoramento quando la “killer idea” non arriva; in realtà esso dovrebbe essere visto più come una prassi di apprendimento, aggiornamento e generazione continua, attraverso il dialogo tra le diverse funzioni aziendali.

 

Lean Start-Up: dall'idea al prodotto

Lean Start-Up è una metodologia per lo sviluppo di un’idea e la sua trasformazione in business, indirizzata soprattutto ai Product Manager. L’ideatore del Lean Start-up è Eric Ries che nel suo celebre libro “Lean Startup” del 2011 così la definì: “The Lean Startup provides a scientific approach to creating and managing startups and get a desired product to customers’ hands faster. The Lean Startup method teaches you how to drive a startup-how to steer, when to turn, and when to persevere-and grow a business with maximum acceleration. It is a principled approach to new product development.”
Questa metodologia mira dunque a verificare rapidamente il potenziale di un’idea sul mercato e ad accorciarne i cicli di sviluppo riducendo gli sprechi. A questo scopo, il Lean Start-Up prevede di procedere per esperimenti ciclici e successivi di versioni iniziali di prodotti (i Minimum Viable Product), passando alla release successiva solo quando si sono analizzati i feedback dei clienti.
Secondo Forbes, globalmente il 90% delle start-up fallisce e la prima ragione di questo fallimento è “Producono prodotti che non vuole nessuno” (Fortune). Questa semplice statistica spiega molto bene perché ogni azienda dovrebbe utilizzare il Lean Start-up per il lancio di nuovi prodotti.

 

Agile: sviluppo rapido e incrementale

Agile è un metodo di lavoro ideato nel 2001 da 17 sviluppatori che produssero un manifesto per la realizzazione di applicazioni software in maniera più leggera, economica e rapida.  Secondo i 12 principi del Manifesto Agile, Working software is the primary measure of progress. Deliver a rough draft, then revise based on your editor’s suggestions. Never deliver the entire piece all at once!”
I principi base del metodo Agile sono dunque lo sviluppo iterativo, il rilascio incrementale e la possibilità di cambiamenti anche in corso d’opera. Un forte accento è posto sul confronto (interactions over documentation). Agile prevede infatti una stretta collaborazione tra product manager e sviluppatori per il testing continuo di release successive e la definizione di requirement incrementali e un’interazione stretta con il cliente per sviluppare prodotti di valore.
La natura stessa dell’approccio Agile non definisce a priori il risultato finale e pertanto, in un medesimo contesto, i risultati di iniziative diverse potrebbero sovrapporsi o interferire tra di loro. Per questo sono nate varie metodologie (LeSS, DAD, SAFe) per sincronizzare gli allineamenti, favorire la collaborazione e i rilasci tra più team Agile.

 

Design Thinking, Lean Start-up, Agile: come integrarli e perché

Tutte e tre le metodologie hanno in comune la centralità del cliente e i loro vantaggi, per lo meno teorici, sono chiari.

Nella pratica, però, la loro applicazione non è semplice e sono necessarie esperienza e una governance attenta per non scivolare in “distorsioni” pericolose. Alcuni errori comuni possono scoraggiare le imprese e indurle ad abbandonare queste metodologie prima di vederne maturare i frutti.
Il Design Thinking, ad esempio, deve saper essere guidato e gestito, affinché le idee prodotte siano effettivamente realizzabili e coerenti con la strategia aziendale.
Il manager che adotta l’approccio di Lean Start-Up deve essere davvero pronto e sentirsi “autorizzato” a “cambiare idea” sulla base dei feedback ricevuti, e non limitarsi a definire a priori cosa rilasciare nella prima release e nelle successive.
L’Agile, che va verso una maggiore reattività alle richieste del cliente, non deve trasformarsi in atteggiamento accondiscendente, perdendo di vista la reale utilità del prodotto finale.

Gartner mostra come idealmente, all’interno di un’azienda i tre approcci dovrebbero combinarsi in modo sequenziale:

- Empatizzare, definire e ideare un’idea attraverso il Design Thinking
- Trasformare l’idea in un business model attraverso il Lean Start-up
- Costruire il prodotto finale e migliorarlo progressivamente attraverso l’Agile

Source: Gartner

Nella pratica, occorre un’attenta governance nell’applicazione di queste metodologie in modo olistico all’interno di un’impresa, attraverso una collaborazione vera tra reparti marketing, designers, product managers, business developers e sviluppatori di prodotto.

InfiniteArea insegna alle imprese come applicare concretamente questi approcci all’interno del proprio contesto, attraverso percorsi di formazione interattivi ed esperienziali e interventi di affiancamento a manager e imprenditori.

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