WEB 3.0. A CHE PUNTO SIAMO?

Fine anno, tempo di previsioni. Si parla moltissimo di Web 3.0 e come questo si diffonderà molto presto. Anche se i tempi e le modalità non sono certi, e manca ancora persino una chiara definizione di cosa sia il Web 3.0, vi sono chiari segnali di convergenza verso una nuova era, in cui diverse tecnologie forniranno insieme nuove risposte per superare i limiti e i rischi sopraggiunti all’esplodere dell’attuale Web 2.0. Per comprendere meglio i nuovi scenari è utile riguardare indietro e analizzare meglio i predecessori, il Web 1.0 e il Web 2.0.

WEB 1.0

Il Web 1.0, o World Wide Web, diffuso fin dagli anni novanta, era una rete di siti statici, senza possibilità di interazione con gli utenti eccetto la normale navigazione ipertestuale tra le pagine e dei motori di ricerca. Non c’era la possibilità di streaming audio o video, i download erano estremamente lenti, le comunicazioni peer-to-peer erano limitate e passavano attraverso le chat room, messenger, le e-mail.

 

WEB 2.0

Intorno al 2004, il passaggio dall’”osservare” al “partecipare” segnò l’arrivo del Web 2.0, ovvero l’era dei Social Media. Facebook, Instagram, YouTube, Wikipedia, TripAdvisor, i blog offrirono a tutti la possibilità di esprimersi, di sentirsi parte di communities, di partecipare. Era il tempo della democrazia ma ben presto se ne scoprirono i limiti e i rischi, legati all’enorme valore di tutte le informazioni personali messe in rete. Pochi servizi centralizzati (Amazon, Facebook, Google) diventarono i detentori di un’enorme quantità di informazioni, a discapito della privacy e della sicurezza degli utenti.

 

WEB 3.0

Da queste problematiche nacque l’idea del Web 3.0: un internet human- centered, un web più sicuro, corretto e trasparente, basato sull’idea di moltiplicare i centri di profitto dividendo il valore, in una rete aperta. L’idea e l’esigenza iniziarono a diffondersi già nel 2006, ma non vi erano ancora le tecnologie per prefigurarne uno sviluppo reale.
Ma quindi cos’è il Web 3.0? Non esiste una concreta definizione del Web 3.0, ma i più recenti sviluppi in campi come AI, IoT, sistemi decentralizzati e crittografia avanzata ci danno alcuni suggerimenti su cosa ci aspetta.

 

INTELLIGENZA ARTIFICIALE

L’Intelligenza Artificiale porta una capacità di comprensione delle informazioni ai sistemi con cui interagiamo. Algoritmi sempre più sofisticati ci permetteranno un orientamento migliore in una rete sempre più affollata. Si parlerà di web semantico, ricerca contestuale, ricerca personalizzata. Tuttavia i rischi sono elevatissimi, soprattutto se a portare avanti la ricerca sono poche aziende in grado di dedicare ingenti risorse (economiche e di competenze) ai progetti più innovativi. Decentralizzare l’intelligenza artificiale e fare in modo che possa essere progettata, sviluppata e controllata da una grande rete internazionale attraverso la programmazione open source è per molti ricercatori e scienziati l’approccio più sicuro per democratizzare l’accesso alle intelligenze artificiali, riducendo i rischi di monopolio e quindi risolvendo problemi etici e di sicurezza.

 

IOT

L’Internet delle cose (IoT) fonde mondi fisici e virtuali nella creazione di ambienti intelligenti. Oggetti comuni come aspirapolvere, lampadine e tostapane sono collegate ad Internet con indiscutibili benefici in termini di comodità, ma aprendo anche nuove sfide tecnologiche e implicazioni legate alla privacy, alla sicurezza e all’interoperabilità delle architetture.
Secondo Cisco, entro il 2020 ci saranno 50 miliardi di dispositivi online. Con così tanti oggetti collegati, tutti che necessitano di inviare e ricevere istruzioni per accendersi, spegnersi e funzionare, l’ammontare di dati che transitano le reti aziendali e pubbliche è destinato a esplodere, con costi di gestione che non hanno avuto uguali in passato. Altri problemi riguardano come esattamente si sarà in grado di monitorare, gestire e memorizzare miliardi di metadati in modo affidabile e sicuro.

 

BLOCKCHAIN

La blockchain, per la sua natura di architettura decentralizzata, si candida a fornire una risposta al tema della sicurezza. La blockchain è una struttura dati condivisa e immutabile, assimilabile a un database distribuito, gestito da una rete di nodi ognuno dei quali ne possiede una copia privata. Questa tecnologia può essere utilizzata per tracciare miliardi di dispositivi collegati, consentendo l’elaborazione delle transazioni che questi producono e il coordinamento tra i device fisici. Questo approccio decentralizzato eliminerebbe i punti di guasto (failure) delle reti tradizionali, facilitando la creazione di un ecosistema più resiliente sul quale potranno operare i dispositivi smart. Gli algoritmi crittografici utilizzati dalle Blockchain, inoltre, permetterebbero di aumentare la tutela dei dati dei consumatori privati.

 

CRITTOGRAFIA AVANZATA

I dati contenuti in una blockchain sono altamente sicuri grazie alla crittografia che è uno principi cardine di tutta l’architettura blockchain. L’infrastruttura decentralizzata diventerebbe quindi un mezzo ottimale per l’autenticazione (contribuendo al miglioramento della privacy dei servizi online) e il pagamento (attraverso le cosiddette criptovalute).
Più in generale la blockchain apre nuovi scenari per l’archiviazione e la gestione dei dati personali, con molteplici sviluppi. Un’area di ricerca collegata, infatti, riguarda la crittografia applicata all’intelligenza artificiale. Pensiamo ai nostri dati sanitari: si tratta di dati estremamente personali ma alcune informazioni, per esempio il decorso di una malattia o il trattamento farmacologico che ha dato i migliori risultati, potrebbero rappresentare un patrimonio di informazioni di estremo valore per il miglioramento di diagnosi e cura delle malattie in tutto il mondo. Renderli disponibili ad un sistema di intelligenza artificiale senza esporli a rischi perché crittografati in modo altamente sicuro, così come garantito dalla blockchain, potrebbe essere una soluzione estremamente efficace.

 

UN CAMBIAMENTO PROFONDO E GENTILE

Nel futuro possiamo immaginarci uno scenario in cui le informazioni in rete vanno sempre di più agglomerate verso un unico database, e consultate da più pagine web grazie a tecnologie tipo XML, WSDL e derivate.
In apparenza, questo passaggio sarà gentile. Gli utenti continueranno a utilizzare i web browser e si andrà verso interfacce sempre più user-friendly. Nel profondo, però, consisterà in un cambiamento radicale nell’infrastruttura alla base della rete per come la conosciamo oggi. Secondo molti, sarà un cambiamento ben più profondo di quello generato dal web 2.0 che ha portato la rete da passiva fonte di informazioni ad esser interattiva.

 

UNA RIVOLUZIONE GIA' IN ATTO

I primi servizi basati su questa infrastruttura decentralizzata, esistono già.
Due buoni esempi sono  dTube, lo YouTube decentralizzato, e OpenBazaar, l’alternativa anomina e decentralizzata a eBay, che hanno entrambe alla base uno dei protocolli più promettenti, IPFS.
Giampietro Zago su Medium.com ha prefigurato quali DAPPS (Decentralized Apps) sostituiranno in un prossimo futuro le app a cui siamo abituati:

Source: Matteo Gianpietro Zago - @matteozago

Questi sono solo alcuni esempi. Il Web 3.0 è una rivoluzione in atto e come tale ancora imprevedibile, ma il treno è partito ed ha sicuramente superato il punto di non ritorno.

 

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